MANOSCRITTI MEDIOEVALI: la fascicolazione (parte 1)

La raccolta del fascicolo ci mette davanti alla sfida che doveva affrontare qualsiasi scrivano medioevale. Tentare di costruire un “quaderno” di fogli di carta e poi scriverci sopra. Si scopre abbastanza rapidamente che se si scrive continuamente su un singolo bifolium il testo risulterà in disordine e discontinuo nel momento in cui si posizionano tutti i bifolia uno sopra l’altro per formare il volume. Quando veniva scritto un testo (gli scrivani di solito copiavano testi piuttosto che scriverli liberamente), gli scrivani dovevano tenere bene a mente la struttura finita del volume e la successione dei testi.

I copisti impiegano un serie di stratagemmi per assicurarsi che il rilegatore metta i fogli nella giusta sequenza. I numeri, noti come segnature, poste sull’ultimo verso di una raccolta, permettevano al rilegatore di identificare il giusto ordine dei fogli.
Osserviamo il seguente manoscritto della metà del XII secolo; è una copia inglese del Commentario su Luca di Bede il Venerabile. Le segnature sono effettuate con numeri romani, al centro del bordo inferiore:

  • pagina 8 verso: segnatura I
  • pagina 16 verso: segnatura II
  • pagina 24 verso: segnatura III

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MANOSCRITTI MEDIOEVALI: la scrittura (parte 1)

La scrittura di per sé, oltre agli strumenti che la rendono possibile, è una tecnologia la cui storia ha conseguenze profonde per la comprensione di ogni ambito dell’esperienza umana, non solo la lettura ma tutti quegli argomenti la cui storia è registrata per iscritto.

La paleografia è lo studio delle forme storiche della scrittura. Nel passato, la paleografia era considerata una “Hilfswissenschaft”, cioè una scienza ausiliaria di supporto ad altre forme di indagine storica. Tuttavia è da tempo diventata un vera e propria forma di ricerca storica culturale, una storia scritta a grandi lettere.
Gli amanuensi medioevali hanno portato avanti il loro lavoro secondo un’antica tradizione. Per i cristiani i più importanti antenati degli scrivani sono i quattro Evangelisti che hanno registrato per iscritto la vita di Cristo nei Vangeli: Matteo, Marco, Luca (autori dei tre vangeli sinottici) e Giovanni. Proprio quest’ultimo era considerato il più esaltato e ispirato a causa del contenuto molto elevato e delle intuizioni teologiche contenute nel suo Vangelo. Le rappresentazioni degli Evangelisti, che sono ispirate alle rappresentazioni di antichi poeti e filosofi, sono spesso cambiate nel tempo. Ci possono dire molto sulla storia delle pratiche di scrittura nel Medioevo.

L’Evangelista ispirato: San Giovanni in un libro delle ore francese
In questa singola pagina di un Libro delle Ore francese del primo XVI secolo, vediamo San Giovanni l’Evangelista mentre scrive non il suo Vangelo ma il Libro della Rivelazione, meglio conosciuto come Apocalisse che nel Medioevo era attribuito allo stesso autore. Giovanni non scrive su un codice ma su un rotolo; l’aquila, il suo animale simbolo, tiene fermamente nel becco il calamaio e il portapenna.libro-ore-francia
Ci troviamo di fronte a una pagina di un libro di preghiera creato  in Francia, più precisamente nel nord nel XVI secolo. Gli ornamenti rinascimentali lo identificano come un tardo esempio di Libro delle Ore miniato. Quello che vediamo qui è una rappresentazione di San Giovanni sull’isola di Patmo mentre scrive l’Apocalisse, in particolare il capitolo 12, verso 1 dove si parla di una donna dell’Apocalisse, che possiamo identificare con la Vergine
Maria.
Questa miniatura precede un breve estratto del Vangelo di San Giovanni, di solito posizionato all’inizio del Libro delle Ore e noto come sequenza del Vangelo. Quattro estratti dai quattro Evangelisti sono posti uno di seguito l’altro, da cui il nome
“sequenza”.

libro-ore-francia2Qui abbiamo una rappresentazione di Giovanni come evangelista e autore ispirato. Se si guarda attentamente, egli sta scrivendo con una penna d’oca su un rotolo aperto e non su un libro. Il testo non è leggibile ma vediamo i segni neri lasciati lasciati dall’inchiostro. A sinistra, vediamo il suo animale: l’aquila di San Giovanni che tiene nel becco il portapenna e il calamaio che l’evangelista sta usando. Secondo la leggenda, il diavolo cercò di rubare il calamaio dell’evangelista per evitare che scrivesse le sue Scritture. Questa immagine ci riporta immediatamente al mondo di questo ispirato autore e alle Sacre Scritture. La scrittura non era una cosa casuale nel
Medioevo. Serviva a trascrivere la parola rivelata di Dio. Era quindi estremamente importante farlo bene.