MANOSCRITTI MEDIOEVALI: la miniatura e l’oro (parte 4)

La miniatura dei manoscritti medioevali è nota, forse, soprattutto per l’uso degli sfondi d’oro. L’oro era applicato prima della pittura perché, se applicato in seguito, avrebbe potuto causare danni alla superficie intorno. Il pigmento dorato poteva essere applicato in forma liquida, in polvere o sospeso in soluzione per produrre un effetto opaco. Si usava invece la foglia d’oro, applicata sopra un mastice come la ceralacca, poi brunita fino a renderla estremamente lucente. L’uso di polvere d’oro è diventato abbastanza comune nel XI secolo, ispirato da esempi nell’arte del Medio Oriente bizantino, una regione con la quale l’Occidente è entrata sempre più in contatto attraverso i pellegrinaggi e le Crociate. Abbastanza spesso, l’oro brunito era anche lavorato, cioè inciso o stampato a motivi, molto simili al metallo medioevale, per aumentarne la brillantezza della superficie.

Questa è singola pagina tratta da un salterio tedesco del XIII secolo ed è un ottimo esempio, molto ben conservato, di oro brunito impiegato sia come sfondo che come elemento di decorazione.

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